Revenge porn: una legge a tutela delle donne

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La Camera ha recentemente approvato all’unanimità la norma di legge contro il Revenge Porn, la disgustosa pratica del cosiddetto “ricatto sessuale”, che prevede la diffusione on-line e sui social di foto intime di persone – contro la loro volontà – allo scopo di deriderle, vendicarsi o ricattarle. Una pratica che negli ultimi anni si è trasformata in una vera e propria emergenza costata la vita a tante donne, giovanni e giovanissime, suicidatesi per la vergogna. Il caso più noto è quello di Tiziana Cantone che nel 2016 si tolse la vita, schiacciata dalla vergogna per un filmato intimo di cui era protagonista e che era stato vigliaccamente diffuso in rete.

La norma sul Revenge Porn è inserita in un più ampio disegno di legge “Codice Rosso” sulle violenze domestiche. Il reato di Revenge Porn sarà il 612ter del codice penale e prevede pene severissime per tutti coloro che inviano, cedono, pubblicano e diffondono immagini intime, che riproducono organi o atti sessuali, senza l’esplicito consenso dei protagonisti. Le pene vanno dai 1 a 6 anni di carcere e da 5 a 15mila euro di multa. Tali pene saranno applicate anche per coloro che avendo ricevuto tali immagini, le diffondono, inviano e cedono a loro volta, senza il consenso dei protagonisti.

È considerata un’aggravante se a diffondere le immagini intime è il partner (attuale o passato) della vittima. In questo caso la pena base viene maggiorata. Condanna più severa (aggiunta di un terzo della metà) se la vittima del ricatto sessuale è una persona disabile o una donna incinta.
È possibile procedere d’ufficio nei casi più eclatanti, ma la norma prevede che si proceda per querela di parte. La vittima ha sei mesi di tempo per sporgere querela, che potrà nel caso essere ritirata solo in sede processuale.

La legge sul Revenge Porn va a colmare una lacuna del nostro sistema legislativo che nell’ultimo decennio ha dovuto adattarsi velocemente a nuove forme di reato legate al mondo dei social e di internet. Una legge fondamentale che va a colpire uno dei reati più vigliacchi e vili di cui si possa macchiare una persona.