Dalla francia una commedia sull’amicizia semplice e avvincente come una storia d’amore.

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Un artista parigino di successo, sulla cinquantina, torna alle sue radici nella casa dell’infanzia nella provincia francese. Non ha né le capacità né l’energia di occuparsi del terreno intorno alla casa e mette un annuncio per trovare un aiuto sul posto. Assolutamente per caso, il primo candidato, che si rivelerà quello giusto, è un vecchio compagno di scuola che il pittore non vede da quando erano bambini, e che diventerà il suo giardiniere. Mentre i due amici trascorrono diverso tempo insieme, il pittore scopre via via, in modo quasi impressionistico, un uomo che prima lo affascina poi lo stupisce per la sua visione semplice e onesta del mondo. Il giardiniere ha avuto una vita priva di eventi eclatanti, e oggi si gode una felicità misurata, dimessa. Non c’è amarezza né gelosia in lui e i suoi eroi sono sempre persone comuni. Il suo sistema di valori ruota intorno ad un unico semplice criterio che, più o meno consapevolmente, applica per giudicare le persone e le cose: il buonsenso. L’arte stessa, come viene praticata dall’amico pittore, diventa bella ai suoi occhi solo dopo ore di osservazione discreta. Così, i due uomini si ritrovano a vivere una sorta di adolescenza tardiva e fraterna, che mescola insieme famiglie, esperienze, carote e zucche, vita e morte, viaggi in aereo, cespugli di more, gusti e colori. E vedendo ogni cosa attraverso gli occhi dell’altro, ognuno scopre un mondo nuovo. Senza artifici, ci invitano a godere della loro scopert di una vita quotidiana tutta da “condividere”, un altro concetto chiave per il giardiniere che coltiva cose da donare agli altri, proprio come l’artista dipinge quadri da mostrare agli altri. per realizzare il suo film, Jean Becker si è ispirato al romanzo di Henri Cueco, pittore lui stesso e conduttore radiofonico sensibile alla vita degli umili e alle cose semplici, di cui il regista dice: “Sono rimasto subito colpito dal modo in cui parlava e si esprimeva il giardiniere, e le straordinarie riflessioni che faceva. E dev’essere stata la stessa cosa che ha colpito Cueco quando ha conosciuto quell’uomo, tanto da fargli desiderare di scrivere il libro per conservare qualcosa di lui. Il giardiniere è un essere umano unico e piuttosto eccezionale. La sua visione della vita è candida e spontanea, e al tempo stesso molto profonda e vera”. Sullo schermo, ad interpretare il giardiniere, è Jean-Pierre Darroussin, attore e regista francese, e, accanto a lui, nel ruolo del pittore, Daniel Auteuil, perfetto, secondo Becker, nel ruolo del “comprimario”, perché capace di rendere con la necessaria profondità il personaggio del pittore. Due attori in stato di grazia ci regalano una commedia campione di incassi nei botteghini francesi.