Assegni di maternità: sono molti anche i papà che ne usufruiscono.


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Assegni di maternità: sono molti anche i papà che ne usufruiscono.Cresce la voglia di famiglia tra le donne lavoratrici, mentre sono sempre più numerosi anche gli uomini che decidono di usufruire dei congedi parentali per fare i papà “a tempo pieno”. Secondo recenti dati diffusi dall’Inps, nel 2004 sono state 221.552 le richieste di prestazioni di maternità pervenute all’Istituto di previdenza, con un aumento sull’anno precedente del 38,2 per cento (160.320 nel 2003).

Per l’Istituto di previdenza il boom delle richieste è da collegarsi all’aumento della presenza femminile negli uffici italiani e dell’età della maternità, ma anche, come affermano i tecnici dell’Inps, ad una “presa di coscienza” maggiore degli strumenti previsti dalla legge 53 del 2000 sui congedi parentali, con un prolungamento dei tempi a disposizione per la cura dei figli. Ma l’aumento delle richieste è da ascriversi anche alla decisione di tanti papà di dedicarsi ai propri figli.

Con una circolare il 17 febbraio scorso l’Inps ha fornito anche ulteriori indicazioni in materia di congedi parentali in caso di adozione o di affidamento. Questi ultimi, infatti, risultano erogabili, indipendentemente dalle condizioni di reddito, fino al compimento dei sei anni di età del bambino adottato o affidato per complessivi sei mesi. Dopo il compimento dei sei anni e fino al compimento degli otto, il periodo di congedo parentale è indennizzabile se richiesto entro i tre anni dall’ingresso in famiglia del minore adottato o affidato. In caso di bambini che all’atto dell’adozione o dell’affidamento abbiano un’età compresa tra i sei e i dodici anni, il congedo e la relativa indennità sono riconoscibili solo se il beneficio di cui si tratta sia richiesto per sei mesi complessivi entro i tre anni dall’ingresso in famiglia.

I papà dunque desiderano avere più tempo per stare con i figli dopo la nascita. Non sono poche però le difficoltà che incontrano. Lo dimostra anche una recente indagine dal titolo Diventare papà a Milano, effettuata dall’Osservatorio del capoluogo lombardo in collaborazione con l’ospedale Macedonio Melloni. La ricerca, realizzata tra il 15 settembre ed il 15 novembre 2004, ha preso in esame un campione di 652 uomini di età compresa tra i 20 ed i 25 anni, di cui il 26 per cento stranieri, padri di bambini nati all’ospedale Macedonio Melloni. Le interviste svolte hanno evidenziato una grande partecipazione dei neopapà in tutte le fasi di vita del proprio bambino fin dal concepimento. Il 76 per cento di loro, infatti, ha accompagnato la moglie ai controlli medici pre-parto e più del 74 per cento l’ha aiutata nelle faccende domestiche durante la gravidanza, così come il 90 per cento dei papà è stato presente in sala parto. La situazione per molti cambia però dopo la nascita del bambino, quando iniziano a presentarsi i problemi. I tempi di lavoro troppo lunghi e i redditi poco adeguati hanno causato al 46 per cento dei padri intervistati parecchie difficoltà nel conciliare la professione e l’assistenza al bebè e alla partner. Non molti neopapà, inoltre, (il 52 per cento del totale) sono al corrente della legislazione in vigore, che tutela i diritti dei padri lavoratori riconoscendo loro la possibilità di chiedere permessi per accudire i figli. Infine, nel 41 per cento dei casi la nascita del bebè ha pesato sull’economia della famiglia, con i relativi disagi che questo comporta.






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