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James Dyson

Forse non tutti sanno a chi dobbiamo l’invenzione dell’aspirapolvere senza sacchetto.

James Dyson nasce a Norfolk, contea rurale dell’Inghilterra orientale che si affaccia sul Mare del Nord, in una famiglia di accademici e religiosi. Date queste premesse, era difficile immaginare che James sarebbe diventato famoso per la sua genialità nel campo della progettazione tecnologica. Tuttavia, il ragazzo dimostrò da subito la sua particolare caparbietà, distinguendosi per la determinazione e l’approccio alternativo nel fare le cose. A scuola, invece, James seguì le orme del padre, dedicandosi agli studi classici, anche perché, allora, l’oscuro mondo industriale appariva come una sorta di minaccia per coloro che fallivano nella carriera scolastica. James si guadagnò un posto alla Byam Show Art School di Londra per studiare arte, ma fu proprio qui che comprese di essere sempre più attirato dal mondo della progettazione. Il passo successivo fu il Royal College of Art dove James approdò dal design d’arredo a quello industriale. Da quel momento fu tutto un susseguirsi di prove, errori, frustrazioni e splendide intuizioni.

L’aspirapolvere senza sacchetto (fine anni 70) è forse l’invenzione più conosciuta e diffusa di Dyson, assieme all’asciugamani Airblade (ci infili le mani bagnate e lui te le asciuga usando l’83% in meno di un asciugatore ad aria calda convenzionale e in meno tempo), ma oggi il progettista ci stupisce una volta di più con il Dyson Air Multiplayer, un ventilatore senza le pale!
Sono passati più di 120 anni dal primo ventilatore, senza che la struttura di questo piccolo elettrodomestico sia mai cambiata, almeno fino a quando sir Dyson non si è messo in testa di rivoluzionarla. E’ lui stesso a spiegare come: “Talvolta la migliore via per migliorare una vecchia tecnologia è di cambiare completamente il suo modo di funzionare”.

Air Multiplayer è caratterizzato da un grosso anello di plastica ABS adagiato su un piedistallo cilindrico. L’aria viene aspirata dalla base del ventilatore (tramite un motorino inserito all’interno del dispositivo) per poi essere incanalata attraverso una fessura spessa poco più di un millimetro che corre lungo tutta la circonferenza dell’anello, compressa e spinta fuori con forza: il risultato è una corrente continua e potente e una capacità di ventilare 15 volte superiore ai tradizionali ventilatori. Grazie alla base snodata è anche possibile inclinare il ventilatore e direzionare al meglio la corrente generata. Un oggetto innovativo che verrà a costare qualcosa in più di 200 euro, soldi che, a detta dello stesso James Dyson, la gente spenderà volentieri per un apparecchio del genere. “E’ semplice ed efficace, si pulisce con un panno e in più nessuno corre il rischio di farsi male alle dita“.

Oltre a non smettere mai di immaginare e progettare, il baronetto dirige anche la James Dyson Foundation, un’organizzazione no profit fondata nel 2002 con lo scopo di sostenere l’insegnamento del design, della tecnologia, dell’ingegneria, e supportare ricerche mediche e progetti destinati alle comunità locali. La James Dyson Foundation collabora abitualmente con scuole e università in Gran Bretagna e a livello internazionale.
Alla prossima, sir James!


 

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