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La psicoterapia: sempre più richiesta e sempre meno accessibile
Di fronte ai migliaia di bambini in cura dallo psicologo, la risposta pubblica si rivela insufficiente. Una petizione popolare ha raccolto più di 40 mila firme per ottenere la “psicoterapia convenzionata”.
Crescono in tutti i paesi industrializzati i disturbi mentali, con problemi di disabilità e costi economici sempre maggiori. I minori con problemi psichici sono l’8 per cento della popolazione, stando alle stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma raggiungono in realtà il 20 per cento secondo molti specialisti. Per nulla incoraggianti le prospettive future, che prevedono una crescita del 50 per cento di tali patologie entro il 2020.
L’insorgere di tali disturbi, che se non sono affrontati in maniera adeguata rischiano di degenerare in devianza in età adulta, è sempre più precoce: fra i fattori scatenanti ci sono lo stress ambientale continuato, la separazione dei genitori, la nascita di un fratello, i problemi di salute, gli abusi e i maltrattamenti. A volte succede che il disturbo non venga curato perchè apparentemente non visibile: è bene comunque consultare uno specialista in presenza di un’eccessiva e continuata distrazione, di repentini sbalzi d’umore, di disturbi del sonno, di atteggiamenti aggressivi o della difficoltà nei rapporti sociali. I piccoli pazienti si curano solo in parte ricorrendo ai farmaci, che solo gli psichiatri possono prescrivere, mentre la maggioranza di essi guarisce grazie alla psicoterapia e al sostegno di genitori ed insegnanti. Sono migliaia in Italia le famiglie che ricorrono al servizio pubblico, abbandonandolo poi in molti casi per rivolgersi a specialisti privati a pagamento. La terapia consiste in sedute solitamente settimanali che durano dai 45 ai 90 minuti e che hanno un costo medio di 70 euro. Una spesa importante, a volte addirittura insostenibile per molte famiglie. “Ma il servizio pubblico”, che attualmente non riesce ad accogliere gran parte della domanda, “deve garantire le cure”, secondo il parere di Giovanni Bollea, padre della psicoterapia infantile nel nostro Paese.
A tale poposito Bollea si è fatto promotore di una petizione popolare, firmata da più di 40 mila persone, allo scopo di sottoporre alla Camera e al Senato una bozza di testo legislativo che assicuri un più ampio accesso dei cittadini alla psicoterapia convenzionata (con visite quindi gratuite o semigratuite), assicurando una rete intergrata di servizi sul territorio a sostegno delle persone che soffrono di disturbi psicologici, psicopatologici o situazionali e delle rispettive famiglie. Condivide la campagna di Bollea anche il ministro della Salute Girolamo Sirchia, convinto che si possano ottenere le risorse necessarie a tali servizi ridisegnando il piano sanitario ed operando dei tagli sulle eccessive spese ospedaliere. Del diritto all’assistenza, quindi, dovranno occuparsi le Regioni, che Sirchia sollecita a maggiori investimenti sui nuovi bisogni.
Intanto verrà sperimentato in Lombardia, e poi allargato a tutte le regioni, un nuovo sistema di cure a domicilio contro la depressione. Come già avviene nella provincia di Lecco, dove alcune “centrali operative”, composte da esperti e gestite dalle associazioni dei familiari e dalla Asl, sono a disposizione di chi soffre di disturbi psichici. Se il paziente ha bisogno di uno psichiatra, la struttura lo rintraccia ed organizza la cura in famiglia, dove ciascuno può offrire il proprio contributo.
Petizione promossa da Bollea
Ordine Nazionale degli Psicologi
Il Telefono azzurro
Prima della terapia