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L’oceano a portata di mouse

E' il continente più sconosciuto e affascinante della Terra.

Chi di noi non vorrebbe provare almeno una volta nella vita a inabissarsi nei fondali marini e oceanici, alla scoperta di nuove specie di piante e animali? Da oggi lo potremo fare comodamente da casa, utilizzando Ocean, la nuova funzione di Google Earth 5.
Forse non si arriverà al dettaglio delle strade di cui disponiamo per le mappe sulla terraferma, ma l'accordo con il Noaa, l'agenzia americana per gli oceani e l'atmosfera, annunciato da Google metterà a disposizione del pubblico il più grande database al mondo sulle condizioni dei mari, che potrà essere impiegato per dettagliare le mappe in modo mai visto prima.

Ocean è infatti un'applicazione che viene integrata ai contenuti elaborati da esperti oceanografici e alle immagini dei fondali e agli approfondimenti teorici elaborati dagli scienziati. Sarà possibile quindi immergersi nel mondo subacqueo interamente e fedelmente ricostruito in 3D e viaggiare attraverso gli abissi, guardare i vulcani sommersi, i relitti sepolti, la Grande Barriera Corallina, e conoscere la vita marina grazie ai tantissimi video realizzati da National Geographic, Bbc e Jacques Cousteau.
Fino a questo momento è stato mappato soltanto il 10% della superficie marina, ma gli esperti affermano che è un buon risultato, perché già può essere utile per aiutare a comprendere le cause e le conseguenza del preoccupante impatto del surriscaldamento globale.

Il progetto consolida una collaborazione finora limitata ad alcuni progetti, come quello su alcuni fondali marini o sullo stato dei coralli. L’agenzia americana metterà a disposizione di Google tutti i dati su oceani, clima e atmosfera, che i programmatori renderanno accessibili a tutti mediante un sistema online facile da utilizzare, come quello che oggi ci consente di vedere le mappe oceaniche in Google Earth o i percorsi delle strade e addirittura le loro fotografie.

”Disponiamo di una quantità incredibile di dati sui sistemi terrestri, e siamo sempre alla ricerca dei modi migliori di metterli a disposizione del pubblico – spiega Richard Spinrad, dirigente del Noaa – e Google è di sicuro il più grande esperto nel maneggiare database di così grande volume”.
Il progetto, oltre a migliorare le immagini dei fondali già presenti in Google Earth, potrà evolversi aprendo scenari finora solo immaginati: una prima applicazione sarà infatti 'Science on a Sphere', un dispositivo touchscreen a forma di sfera che il Noaa vorrebbe trasformare in un enorme display dove visualizzare tutte le informazioni scientifiche su un dato punto del globo.

Infatti il primo passo dei programmatori di Google sarà trasformare i dati da due a quattro dimensioni (anche la dimensione tempo), per poterle visualizzare su uno schermo che sarà completamente tattile. Inoltre tutti i dati saranno disponibili in tampo reale, grazie ai video e alle foto ad alta definizione della “Okeanos Explorer”, l’ammiraglia delle navi oceanografiche del Nooa.


Google Earth


 

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