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Drunkoressia

Questa forma di sballo si porta dietro molti risvolti inquietanti

Ora sta meglio, parla ed è fuori pericolo - anche se rimane ricoverata in rianimazione - la ragazza veneta di diciotto anni finita in coma etilico dopo aver partecipato ad una festa in barca al largo di Panarea. Nei filmati visti in questi giorni in tv si vedono centinaia di giovani e giovanissimi che ballano su decine di barche ancorate l'una accanto all'altra a largo dei faraglioni: questi rave party in versione marina - con musica a tutto volume e consumo smodato di alcol sotto il sole a picco – non sono una novità nei luoghi di villeggiatura più frequentati dai giovani e molto spesso non sono che la continuazione in vacanza di un tipico comportamento del venerdì o del sabato sera. Questa forma di “sballo” si porta dietro molti risvolti inquietanti: si sa che il consumo di alcol si traduce in assunzione di calorie: nel fegato l'ossidazione di un grammo di alcol libera un'elevata quantità di energia (circa 7 kcal, contro le 4 kcal di carboidrati e proteine e le 9 kcal dei grassi), senza tener conto delle eventuali altre sostanze caloriche aggiunte all'alimento (zuccheri e derivati, miele ecc.). Ecco perché negli Stati Uniti, ma sempre più spesso anche da noi, emerge il nuovo volto dell’anoressia, la drunkoressia, che non è ancora un termine medico ufficiale, ma si basa su un crescente numero di casi clinici di donne che si affamano per tutto il giorno per bilanciare le calorie che ingeriranno la sera sotto forma di alcolici. Secondo uno studio citato di recente su Fox tv, il trenta per cento delle ragazze in età di college - quasi una su tre - è pronta a ridurre drasticamente quanto mettere sul piatto pur di poter bere liberamente la sera con gli amici. E’ nuovo rito pre-happy hour per molte adolescenti anoressiche; scatta in vista di serate scandite da file di one shot, bicchierini di superalcolici bevuti quasi a stomaco vuoto, o dopo avere spiluccato qua e là dal buffet dell’aperitivo. Lo scopo di tale comportamento è duplice: dimagrire e farsi accettare dal gruppo dei pari, in particolare dai maschi la cui assunzione di alcolici è legata al divertimento ed alle emozioni. La volontà di dimagrire non è fine a se stessa come nell'anoressia ma diventa strumentale all'assunzione di alcol. Le ragazze possono non riuscire ad assumere alcolici quando hanno cibo nello stomaco, quindi digiunare è necessario per poter bere. Inoltre nell'anoressia per continuare a dimagrire è necessario mettere in atto altri comportamenti dopo aver assunto piccole quantità di cibo, quali autoinduzione del vomito, uso di lassativi, logorante attività fisica. Al contrario l'assunzione di alcol, grazie alla relativa introduzione di zuccheri, procura un senso di sazietà che permette di non avvertire la fame. Ma questa differenza è solo una motivazione iniziale. Successivamente la motivazione “drunkoressica” diventa motivazione “anoressica”, in quanto dimagrire diventa lo scopo principale e ci si esalta dalla consapevolezza di poter vincere la fame.


 

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