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OSTERIE D'ITALIA

Presentata a Torino la nuova guida Osterie d'Italia, suggerimenti per mangiare bene all’italiana. Premiati con la Chiocciola di Slow Food 226 locali

Tra gli ultimi e più attesi appuntamenti del Salone del Gusto, è arrivata la presentazione della ventunesima edizione di Osterie d'Italia-Sussidiario del mangiarbere all'italiana. Nel corso dell'incontro sono anche stati premiati con il riconoscimento della Chiocciola 226 locali che interpretano fedelmente la tradizione e costituiscono un piacevole luogo di accoglienza e convivialità.

La curatrice Paola Gho ha sottolineato l’importante valore dell'identità territoriale che, attraverso il cibo, è un fattore di crescita per il turismo e le piccole economie locali. "A mio parere", ha detto Paola Gho, "le osterie dovrebbero seguire tre parametri: la natura (intesa come trasparenza della filiera e rispetto delle stagioni), la cultura (intesa come bagaglio di conoscenze, memorie, competenze), e infine saper dare un'emozione non solo attraverso cibo e vini, ma anche con la cura e l'attenzione all'avventore».

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Carlo Petrini, presidente di Slow Food, ha aggiunto l'importanza di valorizzare i tanti stranieri che spesso vengono assunti tra il personale di cucina. Petrini si è anche detto felice di trovare tanti giovani osti, così come tanti giovani interessati hanno frequentato il Salone. Indirizzo presente in Guida fin dalla prima edizione è Zi' Pasqualina a Valleverde di Atripalda (Av): trattoria storica, nata nel 1953, è giunta alla quarta generazione familiare. Secondo Vincenza D'Amuri, l'attuale responsabile, negli ultimi anni la clientela delle osterie si è ampliata, comprende gli operai come gli imprenditori, ed è sempre più ricca di giovani che vogliono tornare alla cucina di tradizione. 

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La Chiocciola di Slow Food, “il riconoscimento più importante, assegnato alle osterie che ci piacciono in modo speciale per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza”, come spiega Paola Gho, quest’anno è stata assegnata a 226 locali. Il Piemonte con 25 indirizzi, è la regione con il maggior numero di osterie premiate, seguita dalla Lombardia (23), Veneto(20), Toscana (19), Campania (18). Seguono Lazio (16), Sicilia (14), Calabria (14), Emilia Romagna (13), Puglia (11), Basilicata (9), Friuli Venezia Giulia (9), Liguria (9), Alto Adige (8), Trentino (7), Marche (7), Abruzzo (6), Umbria (6), Sardegna (84) Molise (1), Valle d’Aosta (1). Nella Guida ci sono due altri simboli -una bottiglia e una mezzaluna di formaggio- che premiano, rispettivamente, le cantine più fornite e i locali che presentano la migliore selezione di caci; una segnalazione particolare è inoltre riservata ai locali accessibili ai disabili e a quelli che offrono menù adatti agli intolleranti al glutine.

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L’associazione Slow Food non solo promuove il piacere del cibo e del vino, diffonde l’educazione del gusto, tutela la biodiversità agroalimentare, promuove una nuova agricoltura. E’ anche una casa editrice specializzata in guide enogastronomiche e turistiche, ricettari, manuali e saggi sui temi dell’alimentazione. Per realizzare Osterie d’Italia 2011 si è avvalsa di centinaia di collaboratori che hanno verificato indirizzi già conosciuti e ne hanno ricercati di nuovi, garantendo l’affidabilità e il costante rinnovarsi della pubblicazione.

Le guide di Slow Food sono un momento unico di condivisione dei sapori e della buona cultura alimentare.

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