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La modifica della legge elettorale.

Anche le Acli, le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, aderiscono al comitato referendario, raccolte di firme per il referendum in tutta Italia.

Ci saranno anche le Acli in piazza dal prossimo 24 aprile a raccogliere le firme tra la gente per modificare l’attuale legge elettorale. Forti delle loro diffusione capillare – 8000 strutture territoriali, tra cui 4000 circoli, 105 sedi provinciali e 21 regionali – le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani contano di riuscire a contribuire in maniera determinante al raggiungimento delle 500mila firme necessarie per indire il referendum abrogativo.

Le Acli aderiscono al comitato referendario convinte della necessità di «rompere l’immobilismo politico e rimettere in moto la dinamica democratica, attraverso il coinvolgimento dei cittadini e della società civile». Ma sono anche consapevoli che «la proposta referendaria può solo mirare ad interventi abrogativi di parte dell’attuale legge elettorale», pur con risultati che giudicano rilevanti: l’abolizione del collegamento ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza, l’eliminazione della possibilità di candidarsi in più regioni.

Restano indubbiamente fuori dai quesiti referendari questioni importanti, come la necessità – che le Acli ritengono prioritaria – di reintrodurre il sistema delle preferenze. Ma il referendum può agire da pungolo nei confronti della politica e dell’attività parlamentare per arrivare a trovare quelle «convergenze di alto profilo capaci di produrre una nuova legge elettorale» più idonea al nostro Paese e in grado soprattutto di porre un argine alla frammentazione politica, alla radicalizzazione della competizione, alla fragilità endemica dei governi e delle maggioranze.
Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani







 

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