Pari opportunità: il Parlamento vuole più donne in politica.Una bilanciata partecipazione di donne e uomini nella vita politica europea e nazionale è condizione essenziale e necessaria per la democrazia. È quanto afferma il Parlamento, sottolineando come le donne nella politica internazionale siano ancora poche"}{en=" La democrazia viene assicurata da una bilanciata partecipazione di donne e uomini nella vita politica europea e nazionale. A sostenerlo è il Parlamento, sottolineando come il numero delle donne con incarichi politici sia ancora troppo esiguo. Adottando con 377 voti favorevoli, 77 contrari e 31 astensioni la relazione di Ana Gomes su questo tema, il Parlamento denuncia una situazione non incoraggiante della presenza femminile nella politica internazionale europea. Nonostante un gran numero di dichiarazioni e raccomandazioni politiche, programmi d'azione adottati in tutto il mondo e specifiche normative introdotte a livello nazionale, secondo i deputati persistono ancora in Europa (e in tutto il mondo) ineguaglianze e discriminazioni di genere e una sotto-rappresentazione delle donne nella politica.La scarsa partecipazione delle donne ai centri decisionali e di governo, osserva il Paramento, è spesso legata alle difficoltà di conciliare vita privata e vita professionale, all'ineguale ripartizione delle responsabilità familiari, nonché alla discriminazione sul lavoro e nella formazione professionale. Per tale ragione, invita gli Stati membri ad attuare misure intese alla conciliazione della vita sociale, familiare e professionale, creando e promuovendo un ambiente favorevole per la piena partecipazione delle donne in politica. Occorrono anche idonee misure legislative e/o amministrative volte a sostenere i rappresentanti eletti nel conciliare le loro responsabilità familiari e pubbliche e, in particolare, incoraggiare i parlamenti e le autorità locali e regionali a garantire che i loro tempi e metodi di lavoro permettano ai rappresentanti eletti di entrambi i generi di conciliare il lavoro con la vita familiare. Agli Stati membri e alla Commissione è chiesto di promuovere, ove opportuno, programmi educativi intesi a sensibilizzare i cittadini, e in particolare i giovani, all'eguaglianza dei diritti per le donne di partecipare pienamente alla vita politica già in giovane età, così come di sostenere l'obiettivo della parità dei genere in tutte le posizioni pubbliche. I partiti politici di tutta Europa sono esortati dagli eurodeputati a rimuovere ogni barriera che, direttamente o indirettamente, discrimini la partecipazione delle donne, al fine di garantire che esse abbiano il diritto di partecipare pienamente a tutti i livelli di decisione in tutte le strutture interne di decisione politica e procedure di nomina e nella leadership dei partiti politici, in termini uguali agli uomini. Dovrebbero anche invogliare le donne a partecipare e votare alle elezioni e ad accrescere la consapevolezza delle specifiche necessità e aspirazioni nei propri programmi. Il Parlamento sottolinea poi che il progetto di creare un Istituto europeo per l'uguaglianza di genere, che dovrebbe promuovere una maggiore rappresentanza delle donne nella politica internazionale e riferire regolarmente al Parlamento europeo sulla raccolta di dati e sull'impatto della legislazione nazionale sulla parità e sulle politiche in materia di uguaglianza di genere attuate dagli Stati membri, nonché sulle migliori prassi dei partiti politici europei e nazionali. Le eurodeputate sono 223 su un totale di 732, il che corrisponde a una media del 30 per cento e su 78 eurodeputati italiani, 14 sono donne (18 per cento). Ma in tutti i parlamenti del mondo la situazione non è diversa. La relazione di Ana Gomes nota infatti che, secondo l'Unione interparlamentare, dei 43.961 membri dei parlamenti nel mondo (Camera bassa e Camera alta assieme), solo il 16,4 per cento sono donne (vale a dire 7.195). Sono i paesi scandinavi ad avere il più elevato numero di donne parlamentari (40 per cento), seguiti dalle Americhe (19,6 per cento) e dall'Europa (paesi OSCE, esclusi i paesi scandinavi), con una media del 16,9 per cento, leggermente superiore all'Africa subsahariana, all'Asia, al Pacifico e agli Stati arabi. Tali percentuali, per il Parlamento, indicano la presenza di un deficit democratico fondamentale, sia a livello europeo che nel più ampio contesto internazionale. Europarlamento |
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