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Politica: woman for president

Negli Stati Uniti è attivissima la “lobby rosa” che si sta impegnando per trovare una candidata donna per le prossime elezioni presidenziali. In altri sette paesi al mondo, il ruolo di premier è in mano ad una donna. E se la si proponesse anche in Italia?

Mentre in Italia le donne sgomitano per agguantare posti di responsabilità e da anni stanno cercando di mettere su una “lobby rosa” che curi i propri interessi, negli Stati Uniti da un po’ di tempo funziona una lobby che punta decisamente in alto: ovvero nel far eleggere la prima presidente donna d’America. Si chiama American Women Presidents, e si sta attivando per scegliere la candidata ideale ai ballottaggi delle prossime elezioni presidenziali del 2004.

In realtà, una candidata per eccellenza già c’è, ed è Hillary Clinton, la decisissima moglie dell’ex presidente, oggi senatrice. Ma la ricerca da parte dell’American Women Presidents è molto più larga. Sono già un centinaio e potenziali donne contattate per la candidatura presidenziale, mentre è in stato avanzato la candidatura di Mosemarie Boyd – una delle due fondatrici del movimento nel marzo del 2000 - alla carica di governatore della California per le elezioni in programma quest’anno.

Se per gli Stati Uniti una donna presidente rappresenterebbe una rivoluzione (la prima a provarci in realtà fu Victoria Woodhull nel lontano 1872), ci sono paesi in cui questo traguardo è già stato raggiunto da tempo. La prima in assoluto fu Maria Estela Martínez de Perón, eletta presidente dell’Argentina nel 1974. L’ultima in ordine di tempo è stata Megawati Sukarnoputri, eletta presidente dell’Indonesia nel luglio dell’anno scorso. Cinquantaquattrenne, figlia del fondatore del paese, è stata eletta dopo la destituzione di Abdurrahman Wahid.

Attualmente le donne presidenti nel mondo sono sette. Oltre a Megawati Sukarnoputri, le altre sono Shandrika Kumaratunga, eletta nello Shri Lanka nel 1994, e riconfermata nel ’99, Gloria Arroyo nelle Filippine (eletta nel 2001), Mireya Moscoso a Panama (eletta nel ’99) e le tre “europee”v, la finlandese Tarja Halonen (eletta nel 2000), l’irlandese Mary McAleese (eletta il 30 ottobre 1997 al posto di Mary Robertson, attuale Alto commissario dell'Onu per i diritti umani) e la lettone Vaira Vike-Freiberga (in carica dall'8 luglio 1999). Gli Stati Uniti, d’altra parte, vantano un governatore donna. E’ Jane Swift eletta nel 1998 alla carica nello stato del Massachusetts.

E in Italia? Non ci risulta che una proposta simile sia mai stata avanzata. Eppure proprio un ruolo così istituzionale come quello della carica di presidente, nel nostro paese potrebbe essere il primo grande passo per una battaglia che sinora sembra davvero persa in partenza (invece di aumentare le “poltrone” politiche in mano alle donne stato diminuendo).
American Women Presidents
Il sito di Hillary Clinton
Worldwide Guide to Women in Leadership


 

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